Allergie

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L’allergia è una risposta eccessiva da parte del sistema immunitario verso agenti estranei che, percepiti come minaccia (allergeni), sono attaccati dalle difese immunitarie; il nostro organismo reagisce producendo anticorpi (immunoglobuline E – IgE) che, a contatto con l’allergene, scatenano una reazione che determina il rilascio di istamina, un mediatore dell’infiammazione che provoca la reazione allergica.

In un’ allergia alimentare abbiamo una reazione immediata. Il nostro sistema immunitario si scatena subito o comunque entro brevissimo tempo, appena portiamo alla bocca e ingeriamo l’alimento a cui siamo allergici. I sintomi delle allergie alimentari comprendono gonfiore e/o prurito a livello delle labbra o della lingua, comparsa di orticaria o angioedema e nei casi più gravi shock anafilattico e svenimento. Non è detto che tutti i sintomi compaiano in una sola volta ma in ogni caso la risposta del nostro corpo ad una reazione allergica è molto rapida. Ricordiamo che si ha una reazione allergica quando il sistema immunitario produce anticorpi contro una sostanza innocua, presente nel cibo (o nell’ambiente), come se fosse patogena.

Diagnostica Allergologica

allergie alimentari
Allergie Inalanti

L’allergia è una ipersensibilità a sostanze estranee normalmente innocue. Oltre alla predisposizione genetica, svolgono un ruolo importante anche altri fattori, come l’esposizione all’allergene, lo stato nutrizionale, le malattie croniche esistenti e le infezioni virali acute. Più frequentemente l’allergia primaria è una ipersensibilità, nella quale si formano anticorpi IgE specifici e i sintomi (rash, edema e prurito) si verificano poco dopo il contatto con l’allergene. Queste allergie sono anche chiamate reazioni di tipo immediato. Più del 15% della popolazione dei paesi industrialmente sviluppati soffre di reazioni allergiche di tipo immediato. Le tipiche reazioni allergiche sono: rinite, congiuntivite e l’asma allergica. Un aumento nella rinite allergica è stata osservata universalmente con una prevalenza del 10-40%.

Nel caso di allergie inalatorie, gli allergeni entrano in contatto con l’organismo attraverso le mucose. Gli allergeni stagionali (polline, erbe e piante aromatiche) svolgono lo stesso ruolo degli allergeni domestici (acari della polvere, animali domestici e spore di muffe) presenti tutto l’anno. I sintomi si intensificano ad ogni esposizione all’allergene e in caso di reazioni sistemiche estreme portano allo shock anafilattico.

 

Gli esami di laboratorio più frequentemente impiegati nella diagnostica allergologica sono il PRIST ed il RAST. La concentrazione nel sangue delle IgE totali (PRIST) varia, nei soggetti adulti non atopici, da 10 a 200 kU/1.
Va sottolineato che un riscontro di valori normali non esclude la diagnosi di allergia. Le IgE totali, inoltre, aumentano in altre condizioni patologiche (come le parassitosi intestinali) e fisiologiche (come nei fumatori).

Oggi, pertanto, si ritiene che la determinazione delle IgE totali rivesta scarso significato clinico nelle allergopatie, mentre molto più utile risulta la ricerca delle IgE specifiche (RAST).

Il RAST viene utilizzato solo in situazioni particolari come nel caso di assunzione di antistaminici da parte del paziente o di lesioni cutanee alle braccia che impediscano l’esecuzione dello skin prick test.

Il RAST viene poi utilizzato come ulteriore approfondimento nel caso di prove cutanee negative in presenza di una storia clinica suggestiva di allergia o nel caso di scarsa correlazione tra la storia clinica e le positività cutanee, soprattutto in previsione di un’eventuale immunoterapia specifica. Infine può essere usato nei casi in cui è utile un'ulteriore conferma ai test cutanei (veleno di imenotteri, penicilline, lattice, ecc.).

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